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Sabato , 5/19/2012 |
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![]() Con
la sagra, la festa si sposta sulle tavole, non quelle private delle case
ma quelle pubblicamente imbandite nelle piazze e ricoperte dei cibi e
degli alimenti più tipici della squisita tradizione gastronomica
salentina.
Quasi ogni comune vanta la sua sagra, solitamente dedicata ad una pietanza o anche ad un frutto o altro alimento caratteristico della zona. Alcune di queste feste hanno radici antichissime, che si confondono con le origini stesse del paese che le ospita. E' il caso della imponente sagra "te la municeddha" (ovvero della chiocciola) di Cannole, paese che già nel nome evoca questo mollusco commestibile, prelibato per alcuni e repellente per altri. In
altri luoghi si celebrano l'anguria, l'uva, l'oliva, la melanzana
tutti frutti della terra fondamentali nella dieta delle popolazioni del
Salento, che rivestono tuttora un ruolo importante sulle tavole dei salentini.
Altrove si offrono invece piatti tipici, deliziosi quanto semplici e genuini, come la frisella, la bruschetta, la pittola o le polpette. Si tratta di pietanze che solo oggi vengono scoperte gradualmente anche dai turisti e stanno diventando oggetto di un vero e proprio turismo gastronomico. In
ogni sagra il cibo è offerto gratuitamente o quasi, naturalmente
condito con abbondanti provvigioni della bevanda salentina per eccellenza:
il vino rosso. L'ottimo vino locale ha ovviamente anche la sua festa dedicata,
che si tiene ogni anno a Carpignano.
La piacevole tradizione delle sagre di paese non accenna a declinare e, anzi, si arricchisce costantemente di nuovi appuntamenti, sempre più gremiti di pubblico e curiosi e sempre più spesso contornate da altre manifestazioni folkloristiche e dai ritmi della musica popolare. ![]() ![]() |
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