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Sabato , 5/19/2012 |
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![]() Nata dal rito pagano dell'esorcismo delle "tarantate",
la pizzica ha progressivamente acquisito autonomia come forma ritmica
e musicale, e soprattutto come fenomeno popolare. Mentre il tarantismo
si estingueva col mutare della società, la pizzica ha continuato
a segnare il folklore salentino e a soddisfare spesso ancora oggi proprio
quei bisogni per i quali era nata: l'affrancamento dalle frustrazioni,
la liberazione del corpo, il corteggiamento e la seduzione. Difficile, in questi ultimi anni, individuare una festa o una sagra, specie nel periodo estivo, che non comprenda l'esibizione di gruppi di suonatori e ballerini di pizzica nelle sue varianti ("pizzica te core", "pizzica-scherma" ). Ancor più difficile elencare perciò le manifestazioni di rilievo che rinnovano il fascino di questo ritmo e di questa danza: a Melpignano, Acaja, Torrepaduli, Galatina hanno luogo alcune delle rassegne più importanti, alle quali accorrono turisti e curiosi da tutta Italia per confrontarsi con gli esperti musicisti (tamburellisti, violinisti, chitarristi, suonatori di cupa cupa ) e ballerini del Salento. Ma nel corso dell'estate salentina i gruppi più famosi sono chiamati ad esibirsi in moltissime altre feste e concerti. Secondo molti studiosi, la pizzica salentina è la versione più antica e originale della tarantella, che conosce celebri varianti nel Napoletano e in Sicilia. Ma proprio nel Salento la tarantella è tuttora più viva che in qualsiasi altro luogo.
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