Sabato , 2/4/2012




Difficile rendere l'idea di quanto importante sia il barocco per la vita e l'aspetto della città di Lecce e per molti altri importanti centri del leccese. Né l'appellativo "Firenze del sud" serve a spiegare il significato del barocco nel Salento.
Il termine "barocco" fu coniato dalla critica del '700 per indicare uno stile che si riteneva astruso, strano, superlativo del bizzarro, ma che ebbe come caposcuola Bernini, Borromini, Pietro della Cortona…
Il periodo che va dalla fine del cinquecento all'inizio del settecento rappresenta l'epoca di maggiore splendore per Lecce e per il Salento, che si arricchisce di numerosi palazzi ed edifici sacri la cui architettura si rende unica per l'esuberanza decorativa e la reinterpretazione delle tradizioni locali. Infatti nel Salento è presente un barocco singolarissimo nel senso che non esiste un barocco, ma dieci, cento barocchi che fanno riferimento, con le loro sottili differenze e peculiarità, allo stesso stile sovrano.
Grazie all'ingegno e all'eclettismo di molti nobili artisti che riuscirono in maniera insuperabile a ricavare dalla pietra locale, più che morbida, monumenti grandiosi, il barocco leccese diede vita ad una nobile civiltà che ancora oggi si specchia in questi monumenti.
Il messaggio del barocco è nell'immagine: i potenti (nobiltà, clero) affidano all'arte la funzione di offrire l'immagine della loro grandezza, un'immagine fastosa ed eloquente che vuole coprire i drammi e le lacerazioni di una realtà ben diversa. Per questa immagine e per le sue antiche tradizioni culturali, Lecce è considerata da secoli la più nobile città della Puglia.