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Sabato , 5/19/2012 |
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Il
procedimento che consente agli artigiani di ieri e di oggi di modellare
oggetti con la creta è antichissimo ed è rimasto pressochè
inalterato fino ai giorni nostri. Esso si basa sostanzialmente sull'uso
dell'acqua (che serve a mantenere il materiale costantemente umido) e
sulla lavorazione al tornio. Gli oggetti vengono poi esposti al sole e
successivamente messi in forno a una temperatura compresa fra gli 800°
e i 900°, dove raggiungono la loro consistenza definitiva. Il tipo
di ceramica (terracotta, maiolica, porcellana...) dipende dalla natura
dell'impasto, dal rivestimento e dal livello di cottura. La produzione
comprende quasi ogni tipo di utensili e soprammobili per la casa, ma è
particolarmente nota la tradizione dei "pupi", figure umane
destinate spesso ad ornare i presepi.
Anche in questi anni, specialmente in alcune aree del salento, l'artigianato della terracotta rimane florido e particolarmente ricco di spunti originali e creativi. Il suo grande valore dipende proprio dall'uso del tornio a pedale, dalla lavorazione e dalla pittura a mano, tecniche perpetuatesi nel tempo che spesso caratterizzano la produzione delle aziende più antiche. Da
sempre la lavorazione della creta costituisce uno dei prodotti qualificanti
della tradizione artigianale salentina. Ciò non solo per la abbondante
disponibilità di argilla nel sottosuolo del Salento, ma anche per
i ben noti influssi della cultura ellenistica sul territorio.
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