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Sabato , 5/19/2012 |
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![]() Per
queste ragioni la pietra leccese si è guadagnata la fama e il riconoscimento
artistico internazionale, tanto nell'ambito architettonico quanto in quello
dell'artigianato e della scultura. Gli innumerevoli edifici costruiti
nel Salento e impreziositi da decorazioni, volute, capitelli, fregi, statue,
pinnacoli e cornici in pietra leccese testimoniano oggi la perizia e le
capacità creative degli artigiani che, a partire da blocchi di
pietra perfettamente squadrati, hanno creato autentici capolavori, pur
rimanendo troppo spesso ignoti.
Per le sue caratteristiche, la pietra leccese ha sempre avuto un ruolo importante nella produzione umana, a partire dalla preistoria, in cui venne utilizzata per erigere i dolmen. Si capisce però facilmente come, proprio col barocco, l'epoca dell'esaltazione dell'arte della decorazione e degli effetti scenografici, la pietra leccese abbia conosciuto la sua consacrazione artistica. Fino ad oggi, il proficuo sfruttamento della pietra leccese da parte degli artigiani salentini non si è mai interrotto, anche se non si concentra più sulle facciate delle chiese ma spazia dalla scultura all'edilizia privata e all'oggettistica. Numerosi sono tuttora i maestri in grado di modellare opere d'arte con l'ausilio di strumenti in tutto e per tutto simili a quelli utilizzati 4 secoli or sono. Ciò
che innanzitutto caratterizza e rende celebre la pietra leccese è
la sua eccezionale malleabilità e plasmabilità, per cui
risulta facile da scolpire e lavorare, quasi come il legno, adatta anche
ad essere modellata con le mani come la terracotta. Si tratta di una pietra
porosa, a grana fine, che spesso cela al suo interno resti fossili di
fauna marina. Diverse sono le sfumature che può assumere (si va
dal bianco all'ambrato), unica la docilità con cui si presta ad
assumere tutte le più fantasiose e arabescate forme che l'artigiano
voglia realizzare. Unica anche la sua capacità di accrescere la
sua durezza e resistenza col passare del tempo, semplicemente restando
a contatto con l'aria.
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